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vanni novara

L’EURASIANA

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SANTHIA’

EXPO 24 MAGGIO _ 14 GIUGNO 2009

46 ma Mostra Nazionale di Pittura Contemporanea

Sono ormai trascorsi molti anni, il ricordo di un mio viaggio in Venezuela, terra scoperta da Cristoforo Colombo nel 1498, in quell’epoca al servizio di Isabella I di Castiglia e Ferdinando II° d’Aragona.

Da questo periodo inizia la colonizzazione da parte della Spagna e il processo di mescolanza etnica e culturale solo all’inizio del 1900 vi fu una massiccia immigrazione dai paesi europei, tra questi moltissimi italiani.

Nel paese sono presenti molti europei, mentre gli asiatici sono una forte minoranza. La popolazione comunque e di maggioranza meticcia, formata da incroci tra razze indigene sia con bianchi di origine generalmente ispanica che con creoli ed africani. Sono presenti anche molti spagnoli e portoghesi.

La modella del dipinto è una mia parentesi di vita, interessante il lato artistico, donna dalle fattezze particolari essendo asiatica ed europea cioè, maternità asiatica e paternità europea. Questa è stata la particolare scelta del titolo dell’opera: “( L’EURASIANA )”.

VANNI NOVARA

L’EURASIANA

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SANTHIA’

EXPO 24 MAGGIO _ 14 GIUGNO 2009

46 ma Mostra Nazionale di Pittura Contemporanea

Sono ormai trascorsi molti anni, il ricordo di un mio viaggio in Venezuela, terra scoperta da Cristoforo Colombo nel 1498, in quell’epoca al servizio di Isabella I di Castiglia e Ferdinando II° d’Aragona.

Da questo periodo inizia la colonizzazione da parte della Spagna e il processo di mescolanza etnica e culturale solo all’inizio del 1900 vi fu una massicciaimmigrazione dai paesi europei, tra questi moltissimi italiani. Nel paese sono presenti molti europei, mentre gli asiatici sono una forte minoranza. La popolazione comunque e di maggioranza meticcia, formata da incroci tra razze indigene sia con bianchi di origine generalmente ispanica che con creoli ed africani. Sono presenti anche molti spagnoli e portoghesi.

La modella del dipinto è una mia parentesi di vita, interessante il lato artistico, donna dalle fattezze particolari essendo asiatica ed europea cioè, maternità asiatica e paternità europea. Questa è stata la particolare scelta del titolo dell’opera: “( L’EURASIANA )”.

VANNI NOVARA

SPAZIO INTERIORE VARIABILE

LA VENARIA REALE

Le origini della Venaria Reale iniziarono nel lontano 1580, allora residenza di corte, nello specifico: zona di caccia dei principi dello stato Sabaudo, oggi “Parco La Mandria”.

Dal dopo guerra iniziarono i progetti 1950-1997, interventi di restauro, il 1997 iniziarono i lavori.

La Venaria Reale il più importante progetto Europeo, durante i lavori, la rimozione delle macerie, una persona che all’epoca lavorava nel trasporto dei materiali alla discaricha, recuperando il legname da ardere, all’interno vi erano anche pezzi recuperati dai tetti da demolire, mi procuò del legname per la stufa.

All’epoca con Maddalena acquistammo in un negozio di Ciriè, specializzato in stufe, caminetti e altro, Una stufa, il necessario per riscaldare e nello stesso tempo abbellire la casa.

Quel signore sapendo che mi dilettavo nell’arte pittorica con sprazzi scultorei ebbe l’idea di tenermi da parte qualche bel pezzo, un ceppo particolare, fu in quel caso che mi venne l’ispirazione, invece di inserirlo nella stufa iniziai l’opera dal titolo: “Spazio interiore variabile” insomma, da quello scarto dalle antichissime origini, vecchi tetti della: “(La Reggia di Venaria Reale)” ebbe inizio l’avventura.

Fu il mio secondo omaggio al Comune di Borgaro Torinese, alla presenza dell’allora Sindaco Ing. Vincenzo Barrea, il Prof. Dott. Giuseppe Nasillo storico dell’Arte e all’Assessore alla cultura Fabrizio Chiancone ed il Capogruppo Giuseppe Ponchione gli ultimi due sono ancora oggi miei accompagnatori durante le Expo ai concorsi d’arte ai quali partecipo con le mie opere.

VANNI NOVARA

UNA VITA CONTROSENSO

Giuseppe Ponchione

Brillante storia di una vita vissuta attraverso molteplici sfumature di un’insieme, un percoso di situazioni anche molto particolari in una realtà di un tempo che fu.

Vanni Novara.

Ad un certo punto della sua profiqua esistenza sono maturati in Giuseppe Ponchione, che i molti amici chiamano affettuosamente Beppe, il desideio e la volontà di stendere sulla pagina scritta alcune delle proprie molteplici esperienze ed avventure, affrontando radialmente tutti gli aspetti collegati alla propria persona, carica di risvolti umani, sentimentali, familiari e politici, all’insegna dei quali ha nobilmente e generosamente riempito i giorni del su percorso terreno.Ne è nato un felice, stimolante e coinvolgente organigramma narrativo il cui titolo “Una vita controsenso”, sta ad indicare l’imponderabilità, l’imprevvedibilità di quello che è il nostro cammino, fra gli uomini (e le donne), in cui il caso e le circostanze finiscono per dare una connotazione agli intendimenti, ai propositi, alle finalità che non sempre dipendono da noi, ma che finiscono per arricchire (e di molto) le quotidiane relazioni con i nostri simili.

Giuseppe Nasillo

VERSO LA LUCE

Verso la luce

Ci sono giorni in cui si è improvvisamente avvolti da tenebre e foschie dell’anima del corpo e della mente, per cui la vita appare come una fugace meteora che si dissolve.

In relazione a tale considerazione è nato il dipinto “Veso la luce”, con i suoi vorticosi colori arcuati, che, da una corrusca caverna, si protendono dinamicamente verso una dimensione esistenziale più rassicurante e, quindi, liberatoria da tutte le angosce precedentemente avvertite.

E’ un cammino evolutivo e salvifico dall’abisso alla rinascita, che, in un modo o nell’altro, prima o dopo, attraversa qualsiasi essere umano, dal momento che solo la luce, soprattutto quella interiore, può divincolarci dalle maglie della sofferenza e del dolore.

Vanni Novara

IMMAGINI DEL PIEMONTE

Il 27 novembre 2011 presso l’Hotel Royal di Torino si è chiusa la XXX Edizione del Concorso pittorico “Il Centenario”, il quale come nella sua tradizione, ricorda solennemente un Artista dalla cui nascita o dalla cui scomparsa sia trascorso un secolo. Coincidendo la ricorrenza con i 150 anni dell’Unità d’Italia le istituzioni hanno, in tale circostanza, privilegiato la commemorazione di creativo che comprendesse, in virtù delle sue doti, il concetto non solo pittorico ma anche culturale, in senso lato dell’italianità, individuandolo in Giorgio Vasari, nato nel 1511, ossia 500 anni fa, ad Arezzo.

All’interno di questa cornice, alla presenza di un pubblico numeroso come non mai, sono stati consegnati i riconoscimenti a quanti,  cimentatisi nella competizione sono stati reputati dalla, presieduta dal professor Giuseppe Nasillo, meritevoli di entrare nella graduatoria del Concorso più longevo in Piemonte nel suo campo.

L’Artista Vanni Novara, già vincitore della precedente kermesse, ha conseguito il “Premio del Trentennale” con “Las Palmas” (Carnaval), opera caratterizzata dalle inconfondibile marcature tonali che hanno fatto del pittore torinese di nascita, ma da anni residente a Borgaro, una delle figure di maggior spicco nel contesto del panorama contemporaneo.

E proprio sulla base di tali elementi Vanni Novara è stato altresi insignito del Premio “Immagini del Piemonte”, conferitogli alla presenza di esponenti del mondo dell’arte, del giornalismo e delle istituzioni, rappresentate per l’occasione dal vice-presidente del Consiglio Regionale del Piemonte Roberto Placido, dall’ex assessore alla cultura del Comune di Torino, nonchè vice-sindaco Marziano Marzano.

La motivazione che ha accompagnato l’assegnazione del riconoscimento ha voluto porre in risalto come Vanni Novara, con la sua lodevole perseveranza, è l’esempio tangibile che, quando ci si dedica all’arte con covinta determinazione e con assidua sintonia per quella che è la propria fermentante interiorità, si previene a traguardi che inizialmente sembravano inimmaginabili o irraggiungibili.

Vanni a Borgaro

VANNI NOVARA a Borgaro Torinese per l’Arte e la Cultura, domenica 18 giugno 2006

L’intervento del critico d’Arte Giuseppe Nasillo durante la presentazione del libro “Una storia tra luci, ombre e colori” Editore Pentarco Torino, autore Vanni Novara” insignito di recente dalla Società Dante Alighieri, Maestro dell’arte contemporanea, gli è stato inoltre conferito dall’Accademia Ligure Apuana “Ceccardo Roccatagliata Ceccardi” il titolo di Accademico 29 Aprile 2006.

Domenica 18 Giugno 2006 alle ore 10:30 presso la Sala Conferenze “Cascina Nuova” in Via Italia 45, a Borgaro Torinese, ridente località posta ad una decina di chilometri da Torino, ha avuto luogo la presentazione del Libro “Una storia tra luci, ombre e colori” del pittore Accademico Vanni Novara, pubblicato dalle Edizioni Pentarco.

Alla cerimonia hanno partecipato il primo cittadino di Borgaro Torinese Vincenzo Barrea, il critico e Storico dell’arte Prof. Giuseppe Nasillo, il critico Enzo Nasillo e la delegata dell’A.I.R.C. (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) Comitato per il Piemonte e Valle D’Aosta Anna Bosio.

Numeroso il pubblico intervenuto, da segnalare la presenza del Pittore Accademico Franco Frassoni recentemente insignito del titolo di Maestro dell’Arte Contemporanea, la scultrice, architetto e poetessa Accademico Adriana Foresto, il Pittore Leonardo Guerrino Zago reduce di una mostra personale tenutasi al Sestriere e avente come tema le Olimpiadi Invernali di Torino 2006.

Ultimi preparativi, alle ore 10:30 il critico e storico dell’arte Prof. GiuseppeNasillo ha preso la parola introducendo i temi di base del libro. In seguito il microfono è passato a Enzo Nasillo il quale ha presentato alcuni dei lavori esposti alla manifestazione. Di seguito Anna Bosio ha ringraziato a nome dell’A.I.R.C. la donazione di Vanni Novara per aver donato i proventi della vendita del libro all’associazione. Il Sindaco di Borgaro Torinese Vincenzo Barrea ha invece affrontato il legame esistente tra un artista e la sua città, un legame, un legame ben riscontrabile dalle singole opere che spesso rappresentano una sorta di tributo alle proprie origine ed a luoghi da lui rivisitati durante la sua esistenza.

Nasillo in conclusione ha citato le vicende personali di Novara, soffermandosi in particolare sui tragici accadimenti riguardanti la Seconda Guerra Mondiale, che chiunque in quel periodo, ragazzo come Vanni Novara a cavallo tra la fine degli anni trenta ed i primi anni quaranta non potrà mai dimenticare.

Le immagini dei bombardamenti, degli aerei messaggeri di morte e distruzione, delle divise insanguinate dei soldati, di quell’infinita violenza finiscono per contrapporsi ai volti dei bambini e dei ragazzi dell’epoca, quasi ignari di quanto stava realmente accadendo, ai padri alle madri i cui sentimenti nei confronti dei figli rendevano ancora più difficile la convivenza con le minacce prorompenti della guerra in atto.

Infine, la storia di un uomo proveniente da una famiglia semplice che coltiva negli anni mille mestieri e mille interessi, faticando con difficoltà a lasciarsi alle spalle le atrocità dei bombardamenti, della guerra, almeno fino alla scoperta della passione per la pittura.

Tramutare le immagini scavando nei meandri della propria mente, i propri ricordi, positivi o negativi, scoprire nella materia colore uno sfogo importante, riuscire a liberarsi da quei fantasmi così invadenti per poter dialogare con il mondo intero, scoprire una liberazione.

La pittura, un autentico ritorno alla vita, una guarigione, una soluzione profonda per ricominciare a vivere con serenità