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Vanni a Borgaro

VANNI NOVARA a Borgaro Torinese per l’Arte e la Cultura, domenica 18 giugno 2006

L’intervento del critico d’Arte Giuseppe Nasillo durante la presentazione del libro “Una storia tra luci, ombre e colori” Editore Pentarco Torino, autore Vanni Novara” insignito di recente dalla Società Dante Alighieri, Maestro dell’arte contemporanea, gli è stato inoltre conferito dall’Accademia Ligure Apuana “Ceccardo Roccatagliata Ceccardi” il titolo di Accademico 29 Aprile 2006.

Domenica 18 Giugno 2006 alle ore 10:30 presso la Sala Conferenze “Cascina Nuova” in Via Italia 45, a Borgaro Torinese, ridente località posta ad una decina di chilometri da Torino, ha avuto luogo la presentazione del Libro “Una storia tra luci, ombre e colori” del pittore Accademico Vanni Novara, pubblicato dalle Edizioni Pentarco.

Alla cerimonia hanno partecipato il primo cittadino di Borgaro Torinese Vincenzo Barrea, il critico e Storico dell’arte Prof. Giuseppe Nasillo, il critico Enzo Nasillo e la delegata dell’A.I.R.C. (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) Comitato per il Piemonte e Valle D’Aosta Anna Bosio.

Numeroso il pubblico intervenuto, da segnalare la presenza del Pittore Accademico Franco Frassoni recentemente insignito del titolo di Maestro dell’Arte Contemporanea, la scultrice, architetto e poetessa Accademico Adriana Foresto, il Pittore Leonardo Guerrino Zago reduce di una mostra personale tenutasi al Sestriere e avente come tema le Olimpiadi Invernali di Torino 2006.

Ultimi preparativi, alle ore 10:30 il critico e storico dell’arte Prof. GiuseppeNasillo ha preso la parola introducendo i temi di base del libro. In seguito il microfono è passato a Enzo Nasillo il quale ha presentato alcuni dei lavori esposti alla manifestazione. Di seguito Anna Bosio ha ringraziato a nome dell’A.I.R.C. la donazione di Vanni Novara per aver donato i proventi della vendita del libro all’associazione. Il Sindaco di Borgaro Torinese Vincenzo Barrea ha invece affrontato il legame esistente tra un artista e la sua città, un legame, un legame ben riscontrabile dalle singole opere che spesso rappresentano una sorta di tributo alle proprie origine ed a luoghi da lui rivisitati durante la sua esistenza.

Nasillo in conclusione ha citato le vicende personali di Novara, soffermandosi in particolare sui tragici accadimenti riguardanti la Seconda Guerra Mondiale, che chiunque in quel periodo, ragazzo come Vanni Novara a cavallo tra la fine degli anni trenta ed i primi anni quaranta non potrà mai dimenticare.

Le immagini dei bombardamenti, degli aerei messaggeri di morte e distruzione, delle divise insanguinate dei soldati, di quell’infinita violenza finiscono per contrapporsi ai volti dei bambini e dei ragazzi dell’epoca, quasi ignari di quanto stava realmente accadendo, ai padri alle madri i cui sentimenti nei confronti dei figli rendevano ancora più difficile la convivenza con le minacce prorompenti della guerra in atto.

Infine, la storia di un uomo proveniente da una famiglia semplice che coltiva negli anni mille mestieri e mille interessi, faticando con difficoltà a lasciarsi alle spalle le atrocità dei bombardamenti, della guerra, almeno fino alla scoperta della passione per la pittura.

Tramutare le immagini scavando nei meandri della propria mente, i propri ricordi, positivi o negativi, scoprire nella materia colore uno sfogo importante, riuscire a liberarsi da quei fantasmi così invadenti per poter dialogare con il mondo intero, scoprire una liberazione.

La pittura, un autentico ritorno alla vita, una guarigione, una soluzione profonda per ricominciare a vivere con serenità

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